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GRANELLI DEL ROSARIO

Tormentato dal diavolo per anni ma poi accade qualcosa di meraviglioso

C’è un racconto bellissimo sul beato Alano che forse non tutti conoscono. Infatti il beato, grande apostolo del Rosario, fu tormentato dal diavolo per tanto tempo. Ovviamente chi viene tormentato dal diavolo? Colui che prega, che vive in grazia di Dio, che cerca di seguire gli insegnamenti di Gesù Cristo dati nel Vangelo. Ebbene, il beato Alano era uno di questi.

Si racconta infatti che dopo sette anni bui (Alano confessa di aver sofferto per sette anni aridità spirituali e tentazioni carnali) nei quali Alano fu tormentato dal diavolo, avvennero le grandiose Visioni della Madonna del Rosario(Le visioni che ebbe, sembra siano state date come premio per essere stato fedele al santo rosario che pur avendo tentazioni, aridità, noia ecc non smise mai di recitarlo devotamente): Ella, dandogli da bere il Suo Virgineo Latte, e mettendo al suo collo una Corona del Rosario con 150 Gemme, e al suo dito un Anello fatto dei Capelli di Maria, lo fece Suo Sposo e gli fece contemplare le Visioni del Rosario che ebbe San Domenico, e gli diede il mandato di propagare ovunque il Suo Rosario.

Ecco il racconto della Visione così come l’ha raccontata il Beato Alano nel secondo libro delle Visioni e Rivelazioni:

La Grazia di Dio si degnò di operare innumerevoli prodigi, per mezzo di un Frate Predicatore, che era particolarmente devoto del Rosario.
Il predetto Padre, per lungo tempo era solito offrire a Dio, con assidua e quotidiana devozione, il Rosario, e per mezzo del Rosario fu liberato dalle tentazioni del diavolo, della carne e del mondo, e, immune da esse, trascorreva una vita sicura insieme a Dio, nell’Istituto religioso.
Tuttavia, avendolo Dio permesso, questi fu tentato per sette anni interi assai crudelmente dal diavolo, fu battuto dalle sue sferze, e ricevette pesanti percosse. Erano talmente feroci quelle percosse che tormentavano di continuo la sua vita, che lo avrebbero spinto verso la disperazione, se la Vergine Madre di Dio, impietosita, non avesse arrecato molto spesso all’afflitto soccorso e rimedio.

Un giorno mentre versava in un consapevole stato di disperazione dell’anima, Maria Santissima gli apparve all’improvviso, nella Chiesa del suo Sacro Ordine, dissolvendo la tentazione.
Quando, ahimè, in quel momento di disperazione, egli portò la sua mano al coltello (era ormai così disperato che voleva togliersi la vita) estraendolo dal fodero, e, senza rendersi conto della gravità del gesto, rivolse il braccio contro se stesso, scagliando la lama affilata alla propria gola, con un colpo così deciso e mirato, che certamente avrebbe reciso completamente la gola, causando la morte istantanea: ed ecco, gli apparve, d’improvviso, in Suo Soccorso, l’Amorevole Maria, la quale venne in suo Aiuto e con prontezza afferrò il suo braccio, impedendogli l’insano gesto, e, dando al disperato uno schiaffo gli disse: “Che cosa fai, o infelice? Se tu avessi chiesto il mio Aiuto, come hai fatto le altre volte, non saresti incorso in un così grande pericolo”. Detto questo svanì.
Poco tempo dopo, egli fu colpito da una gravissima ed incurabile infermità del corpo, tanto che, tutti coloro che lo conoscevano, erano sicuri che egli fosse prossimo della morte.

Uscito dalla Chiesa, entrò nella cella, dove, di nuovo venne accerchiato da ogni parte dai demoni, che lo tribolavano nella coscienza, aggravando ancor più la sua malattia; giaceva nel letto, disperato, piangeva a dirotto, e pregava e invocava la Vergine Maria, con queste parole: “Povero me, mi sento così vicino alla morte! Ohimè! Perché sono così sventurato? Perché il Cielo mi è così avverso? Perché il Cielo è così crudele verso di me? L’inferno mi perseguita; gli uomini mi abbandonano. Non so più che pensare, né che dire, né dove volgermi. Mi sentivo, o Maria, così forte del tuo Soccorso, e così sicuro del tuo Aiuto, invece, ecco, sono così misero! Che amarezza! Sono schiacciato da una tremenda maledizione. Ahimè! Per quale motivo sono nato? Povero me, per quale ragione ho visto la luce? Perché sono entrato in quest’Ordine Religioso, e perché mi sono consacrato? Perché la vocazione mi ha assegnato un così lungo e duro servizio? Dov’è, allora, la verità delle parole di Colui che disse: “Il mio giogo è soave, e il mio carico leggero?”. Dov’è la verità delle parole, che Egli non permette a noi di essere tentati al di là di quanto possiamo? In Verità, so di offendere Dio con queste parole irriverenti, avrei preferito piuttosto non esistere, o essere un sasso, che trascorrere così i giorni della mia vita”.

Diceva tutte queste cose, supplicando Dio, come Giobbe e Geremia, e si domandava che senso avesse continuare così servire il Signore per il resto della sua vita, o non era il caso di abbandonarlo.
Mentre egli era assillato da questa domanda, ecco all’improvviso, venne in suo soccorso Maria Santissima.
Mentre egli, infatti, si dibatteva tra diversi stati d’animo, ed era incline ora all’una, ora all’altra cosa, quasi a metà della drammatica notte, nella cella dove lui giaceva, sia ccese una celestiale luce di immenso splendore, ed in essa apparve maestosa la Beatissima Vergine Maria, che lo salutò dolcissimamente.

Dopo molti santi colloqui, la Vergine lo cosparse del suo Latte purissimo, e le moltissime ferite mortali dei demoni, guarirono completamente.
Nello stesso tempo, alla presenza del Signore Gesù Cristo e di molti Santi, che Le stavano intorno, Sposò questo suo servo, e gli dette l’Anello della Sua Verginità, fatto accuratamente con i suoi Capelli.
Non si può descrivere l’eccezionalità di quest’Anello di Gloria, che Maria SS. gli mise al dito, e con il quale, in modo celestiale e misterioso, lo aveva legato in Matrimonio in uno Sposalizio meraviglioso, senza essere visti da nessuno. Da quel momento egli si sentì prodigiosamente soccorso, contro ogni tentazione diabolica.
Allo stesso modo, la Benedetta Vergine Madre di Dio gli appese al collo, mettendogliela addosso Lei stessa, una Catena intrecciata di Capelli, sulla quale stavano fissate 150 Pietre Preziose, divise in 15 decine, secondo il numero del suo Rosario.
Dopo aver compiuto ciò, la Madonna gli disse che avrebbe fatto altrettanto, in modo spirituale e invisibile, a coloro che avessero recitato devotamente il suo Rosario. Lo stesso numero di Gemme, sebbene più piccole, era contenuto anche nell’anello.

Dopo queste cose, la dolcissima Signora gli diede un bacio, e gli diede da bere il Latte del Suo Seno.
Egli lo bevve con grande venerazione, e gli sembrava finalmente di aver raggiunto la pace, e di essere elevato verso il Cielo.
E da allora molto spesso, la Madre di Dio, gli fece dono di quella immensa Grazia del Suo Latte.
Queste cose che racconto, sono degne di essere ammirate da tutti gli uomini.
Questa bellissima testimonianza del beato, ci infonde nel cuore grande gioia e amore per Maria ed il Suo Santo Rosario.

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