Essere una persona mite è fondamentale, anzi è necessario direi. Ma diciamocela tutta, in questo mondo è davvero difficile poter essere mite se intendiamo la parola mitezza come calma. Viviamo invece agitati e spesso questa nostra agitazione è anche causa di mali altrui e per il nostro corpo, poichè genera nervosismo, ansia e agitazione continua. Sforziamoci ad essere miti, Gesù lo dice: io sono mite ed umile di cuore; due virtù che camminano a braccetto. Ci dobbiamo porre varie domande per poter scoprire se siamo persone miti, come ad esempio queste che leggiamo sotto:

Come reagisci dinanzi a un  sopruso verso i più deboli? 

Siamo spesso portati a far finta di niente a girare le spalle ed andare via dicendo: io non posso farci niente. Ma in realtà noi diventiamo complici, chi è mite vuol dire che ha la pace nel cuore e se ha pace nel cuore ha anche la capacità e il desiderio di voler dare questa pace a chi soffre. Anche una piccola azione, bisogna farla per aiutare il nostro prossimo.

Proteggo le persone deboli oppure mi lascio vincere dalla superficialità?

Molti credono che essere persone miti vuol dire mettersi in disparte, chiudersi nel proprio guscio e vivere la propria serenità. Non è così, perché la mitezza è la pace dell’anima e una coscienza pulita crea mitezza; quindi il mite difende il più debole anche se deve mettere a rischio la propria vita. Gesù ce lo dice: chi vuol salvare la propria vita la perderà. Cioè chi non difende il povero ed il debole per paura di perdere la sua vita, perderà quella vera!

So controllare la lingua? In quali circostanze mi arrabbio più facilmente?

Il mite non parla a sproposito, non cade nelle dicerie e sa tener a freno i propri impulsi. Sa ponderare bene la propria rabbia.

Suscito divisioni, semino malignità?

Il mite di cuore non suscita polemiche, non semina zizzania ma pace e amore. Il vero mite di cuore dona serenità e speranza e non parla male ingiuriando e calunniando.

Mi lascio condizionare dal giudizio altrui?

Una persona mite non si lascia prendere dai giudizi altrui poiché teme solo quello divino. Non si lascia quindi rubare la pace che dentro alla sua anima.

Ho pazienza con me stesso?

Eh si anche questa è una domanda da farsi; spesso siamo clementi con gli altri ma pretenziosi con noi stessi, perdendo la serenità interiore. Essere rigidi con noi stessi va bene ma non dobbiamo cadere nell’esagerazione, perché finiremmo nel peccare di superbia, non accettando appunto i propri limiti.