La salita al calvario

Cosa sono i 20 sabati alla Regina del Santo Rosario

Prima di metterci in ascolto della Parola di Dio, invochiamo lo Spirito Santo e preghiamo con la fede della Chiesa.

Quattordicesimo sabato: La salita al calvario

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Noi ti adoriamo e ti amiamo con tutto il nostro cuore, o Spirito divino, Dio onnipotente, Amore del Padre e del Figlio. Vieni dunque, o Dio di bontà e di misericordia, a dare la grazia col tuo alito vivificatore al nostro cuore; vieni, o Fuoco divino e insegnaci a parlare il linguaggio dei Santi. Vieni e con la tua luce ineffabile illuminaci, col tuo fuoco purificaci, accendici il cuore e rendilo ardente della tua carità. Spirito di verità, senza di te siamo nell’errore; Spirito di amore, senza di te siamo aridi; Spirito di vita, senza di te siamo senza vita. Donaci, perciò, o Dio di bontà, i frutti del tuo Spirito. Amen.

La salita al calvario

PREGHIAMO CON LA CHIESA

O Dio, che per redimere il genere umano, sedotto dagli inganni del maligno, hai associato alla passione del tuo Figlio la Madre Addolorata, fa’ che tutti i figli di Adamo, risanati dagli effetti devastanti della colpa, siano partecipi della creazione rinnovata in Cristo redentore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

ASCOLTIAMO LA PAROLA DI DIO

Per dare maggiore profondità alla nostra meditazione apriamo il cuore al Signore che ci parla.

Dai vangelo di Giovanni (19,1217)

Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: “Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare”.

Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: “Ecco il vostro re!”. Ma quelli gridarono: “Via, via, crocifiggilo!”. Disse loro Pilato: “Metterò in croce il vostro re?”. Risposero i sommi sacerdoti: “Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare”.

Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota.

La salita al calvario

MEDITIAMO

L’ascolto e la meditazione si nutrono di silenzio. Facciamo una breve pausa, poi, leggiamo e continuiamo a meditare.

Dalla Via crucis del povero di Primo Mazzolari

Gesù abbraccia la croce. Si è offerto perché ha voluto. La croce non è un’apparizione improvvisa sulla strada del Cristo. Egli è il Crocifisso: l’uomo della croce. “Chi vuol venirmi dietro, prenda la sua croce e mi segua”. Da secoli, cammina davanti a tutti, con la croce sulle spalle. I suoi nemici lo condannano alla croce: Egli l’abbraccia. L’abbraccio trasforma la condanna in dichiarazione d’amore: il patibolo, in sponsali. Per la strada dell’amore, egli vince la nostra tristezza. Di fronte alla croce vi son due comportamenti: o farne una clava, o piegarvisi sotto bestialmente. Col primo, si aumenta la tristezza: col secondo, viene attutita la sensibilità, e spento l’uomo. Ma ci vuole nel cuore un fuoco di carità che consumi ogni aspetto cattivo delle creature e ci aiuti a vedere in ogni avvenimento una volontà dall’alto. “Tu non avresti nessuna podestà in me, se non ti fosse stata data dall’alto” (Giovanni 19).

Il povero che crede, non obbedisce all’uomo. Soffre per l’uomo, ma non è in suo nome che egli accetta di soffrire. Questa è la rivolta ideale. Non si supera la croce, non si evade dal dolore: si fugge l’odio e la schiavitù per amore dell’amore e della libertà. I santi abbracciano la croce. Molti poveri sono santi: tutti i santi sono poveri.

La carità che muove Gesù a stringersi alla croce, non cancella, se non davanti al suo misericordiosissimo sguardo, il gesto della mia brutalità, che gliela butta sulle spalle e ve la cala sopra. Che ci hanno guadagnato i capi dei farisei con il loro inumano infierire contro l’Agnello?

Poiché a loro importava unicamente che Egli morisse, quel sovraccarico di umiliazioni, di patimenti, d’ignominie, è una stoltezza. La croce è già tanto sproporzionata di per sé! Quando una croce è la croce di tutti, nessuno la può misurare. Ma dev’essere difficile anche ai tristi, particolarmente ai tristi, il trovare la misura, perché, più che commettere il male, essi hanno bisogno di ricorrere agli eccessi per far tacere ciò che nessuno è mai riuscito a far tacere. “Capite quel che v’ho fatto? … Se dunque io, che sono il Maestro e il Signore, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri”. “Portare il peso gli uni degli altri…” II vangelo è un po’ diverso.

Il cristiano può, vuole, deve portare il peso dei fratelli, sull’esempio del Signore: ma nessuno per questo ha il diritto di mettergli sulle spalle il proprio peso, per la sola ragione che portare non è comodo. L’ingiustizia viene colmata dalla carità dei santi; ma l’ingiustizia rimane con tutta la sua responsabilità.

“Certo, il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui; ma guai a quell’uomo per cui il Figlio dell’uomo è tradito” (Matteo 26,24). Dal male si può ricavare un bene; ciò non toglie che il male sia male e quindi detestabile. Il vangelo è una carità che abbraccia tutte le ingiustizie e condanna tutte le iniquità.

La salita al calvario

CONTEMPLIAMO IL MISTERO

Guidati da Maria fissiamo lo sguardo sul volto di Cristo per poi aprire il cuore alla lode trinitaria, traguardo di ogni contemplazione cristiana.

Mostraci il tuo volto, Signore, in te speriamo. Donaci il tuo sguardo Maria: con te crediamo, con te amiamo.

PREGHIAMO CON IL BEATO BARTOLO LONGO

O Gesù Signore, o Salvatore nostro, su questa croce Tu porti tutti i peccati del mondo: circonda i nostri cuori delle tue spine per umiliarli, bruciali delle tue fiamme per amarti; stampa in essi o Divina bontà, la tua croce per sostegno nelle tentazioni.

O fuoco che sempre ardi nel Cuore di Gesù, né mai ti consumi, quanto ammirabili sono le invenzioni della tua carità! Conducici con te, Signore, trascinaci dietro di te, affinché non perdiamo mai di vista né te, né la tua croce.

Vogliamo seguirti e imitarti: crocifissi con Te, Signore (Dagli Scritti di Bartolo Longo) La giaculatoria che ora recitiamo ci aiuti ad unire il significato del mistero che abbiamo pregato con l’impegno di vita.

Regina del Santo Rosario di Pompei, Madre nostra dolcissima, ottienici che portiamo con fortezza le croci della vita, sentendoci accompagnati da te e sostenendo i nostri fratelli.

Beato Bartolo Longo, apostolo del Santo Rosario, prega per noi.

(Dagli Scritti di Bartolo Longo)

La giaculatoria che ora recitiamo ci aiuti ad unire il significato del mistero che abbiamo pregato con l’impegno di vita.

Regina del Santo Rosario di Pompei, Madre nostra dolcissima, ottienici di accogliere con prontezza l’annuncio del Vangelo perché la nostra vita si converta pienamente a Gesù in un vero cammino di santità.

Beato Bartolo Longo, apostolo del Santo Rosario, prega per noi.

La salita al calvario

PICCOLA SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI

Dopo aver meditato e contemplato il mistero, concludiamo la nostra preghiera rivolgendoci con amore filiale a Colei alla cui scuola impariamo a immergerci nel mistero di Dio e a vivere come a Lui piace.

Vergine del Santo Rosario, Madre del Redentore, donna della nostra terra innalzata al di sopra dei cieli umile serva del Signore proclamata Regina del mondo dal profondo delle nostre miserie noi ricorriamo a Te. Con fiducia di figli guardiamo il tuo viso dolcissimo. Coronata di dodici stelle, Tu ci porti al mistero del Padre, Tu risplendi di Spirito Santo, Tu ci doni il tuo Bimbo divino, Gesù, nostra speranza unica salvezza del mondo. Porgendoci il tuo Rosario Tu ci inviti a fissare il suo volto. Tu ci apri il suo cuore, abisso di gioia e di dolore, di luce e di gloria, mistero del figlio di Dio, fatto uomo per noi. Ai tuoi piedi sulle orme dei Santi ci sentiamo famiglia di Dio. Madre e modello della Chiesa, Tu sei guida e sostegno sicuro. Rendici un cuor solo e un’anima sola, popolo forte in cammino verso la patria del cielo. Ti consegniamo le nostre miserie, le tante strade dell’odio e del sangue le mille antiche e nuove povertà e soprattutto il nostro peccato. A te ci affidiamo, Madre di misericordia: ottienici il perdono di Dio, aiutaci a costruire un mondo secondo il tuo cuore. O Rosario benedetto di Maria catena dolce che ci annoda a Dio, catena d’amore che ci fa fratelli, noi non ti lasceremo mai più. Nelle nostre mani sarai arma di pace e di perdono, stella del nostro cammino. E il bacio a te con l’ultimo respiro ci immergerà in un’onda di luce, nella visione della Madre amata e del Figlio divino, anelito e gioia del nostro cuore con il Padre e lo Spirito Santo. Amen.

I venti sabati della Madonna di Pompei