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MISTERI GAUDIOSI

Misteri Gaudiosi con meditazioni tratte da “Gli appelli di Fatima”

Preghiera iniziale

O Gloriosissima Regina del Santo Rosario, Nobilissima Signora Immacolata e Assunta in cielo,  Tenerissima Madre di Dio e Madre nostra, vi chiedo di intercedere per me presso il Cuore Sacratissimo di Gesù affinchè attraverso la recita del Santo Rosario mi conceda la grazia……che tanto spero.

Angelo mio custode, recita insieme a me questo santo rosario affinchè possa recitarlo bene e ottenere le sante indulgenze. Amen

O Dio vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoliAmen

Recitare tre Ave Maria (facoltative) per chiedere: la carità, la fede e la speranza.

Recitare il Credo (facoltativo): Io credo in Dio Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna.

1º Mistero: L’Annunciazione a Maria

Nella prima decina ricordiamo l’annunciazione dell’Angelo san Gabriele a Maria: «L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio”» (Lc 1,26-35).

In questo passo sacro Dio ci rivela come si realizzò l’incarnazione del Verbo Eterno; ci fa conoscere il mistero della Santissima Trinità, ossia il mistero di un solo Dio in tre Persone distinte: Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

Ci rivela la verginità e la purezza immacolata di Maria: Dio non volle come madre di suo figlio una donna qualsiasi, perché egli non poteva assumere una natura macchiata dal peccato. Perciò Dio fece Maria immacolata sin dal primo istante della sua vita, sin dal momento del suo concepimento; ed ella rimase sempre vergine, perché il figlio di Dio non poteva confondersi con nessun altro secondo la natura umana, cosa che sarebbe avvenuta se un altro fosse nato dalla stessa madre.

L’angelo disse a Maria che era piena di grazia: Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te! Se Maria non fosse stata immacolata e tutta santa, l’angelo non avrebbe potuto dirle che era piena di grazia, perché avrebbe avuto la macchia del peccato.

«Il Signore è con te» — le dice l’angelo —, perché Maria è tutta soltanto di Dio e tutta solo per Dio. E pensare che Gesù ha condiviso con noi sua madre! Ci ha dato Maria come madre nell’ordine spirituale della grazia. Dono grande che Dio ci ha concesso!

E l’angelo continuò: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio». Sì, attrasse su di sé lo sguardo di Dio perché era vergine, pura, immacolata e perciò fu scelta per essere il primo tempio umano abitato dalla Santissima Trinità. Per i meriti del Verbo umano da cui riceviamo il perdono e la grazia, anche noi, se abbiamo la fortuna di possedere il dono della fede e di vivere senza peccato siamo templi viventi della Trinità da adorare che dimora in noi secondo i testi sacri. Infatti Gesù ha detto: «Se mi amate osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi» (Gv 14,15-17). E san Paolo ci avverte allo stesso modo: «Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi. Nessuno si illuda» (1 Cor 3,16-18). Gesù Cristo e l’Apostolo ci dicono qui che noi siamo i templi viventi di Dio e che è necessario conservare puro il nostro tempio, perché siamo la dimora di Dio e perché la vita di Dio risieda in noi e ci trasmetta l’immortalità.

Intenzioni: Affinchè i giovani sappiano essere obbedienti e seguire i consigli sani dei genitori.

1 Padre nostro, 10 Ave Maria e un gloria al Padre

2º Mistero: La visita di Nostra Signora a santa Elisabetta

Nella seconda decina del rosario ricordiamo la visita di Nostra Signora a sua cugina Elisabetta. Abbiamo lasciato nel primo mistero l’angelo in dialogo con Maria, il quale poi aggiunse: «”Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei.

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? (…) Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”» (Lc 1,36-45).

Questo incontro di Nostra Signora con sua cugina Elisabetta ci mostra la grande fede e l’umiltà profonda di Maria. Si notano subito queste virtù dalla risposta che dà all’angelo quando questi le annuncia che è stata scelta come madre di Dio. Non si sente esaltata o elevata ad un livello superiore. Crede nelle parole dell’angelo; riconosce la sua piccolezza di fronte a Dio e si offre per servirlo in qualità di serva: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».

Ed è sempre con lo sguardo rivolto alla misericordia del Signore che Maria risponde a sua cugina: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva» (Lc 1,46-48).

La Vergine Maria e santa Elisabetta intonano qui il più bel cantico di lode a Dio. Il fatto è che le loro labbra sono mosse dallo Spirito Santo. Oh, non è forse Maria il tempio vivo dell’adorabile Trinità!

Intenzioni: Per tutti i giovani affinchè La Vergine Santa li conduca sul cammino verso Gesù.

1 Padre nostro, 10 Ave Maria e un gloria al Padre

3º Mistero: La nascita di Gesù Cristo

Nella terza decina del rosario ricordiamo la nascita di Gesù Cristo, il Dio fatto uomo. È l’opera prima dell’amore! Dio che scende dal cielo sulla terra per salvare le sue povere creature.

«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo» (Gv 6,51) — dirà più tardi, nella Sinagoga di Cafarnao. Sì, è venuto dal cielo, si è fatto uomo abbracciando l’umile condizione della creatura! Egli, che è Dio, eterno come il Padre, uguale al Padre in potere, sapienza e amore! Nasce come uomo, ma è eterno come Dio! Mistero che l’apostolo san Giovanni così descrive: «In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità» (Gv 1,1.14).

Venne al mondo fatto uomo e si manifestò come luce. Luce che splende nelle tenebre: presente tra noi, oggi come allora, ma oggi ci occulta l’umanità; è presente con la sua parola e con le sue opere, con l’Eucaristia e con i Sacramenti, con la Chiesa e nella persona di ciascuno dei nostri fratelli. Egli dice: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8,12). Coloro che seguono Cristo, in Lui troveranno la luce e la vita.

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: «In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirino. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”.

Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: “Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”. Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro» (Lc 2,1-20).

Come san Luca racconta, i pastori videro e sentirono ciò che era stato detto loro, credettero e lodarono Dio. Allo stesso modo, noi dobbiamo ravvivare la nostra fede nella rivelazione che Dio qui ci fa, credere e dire: «Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo. Vi chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano». E come Nostra Signora dobbiamo serbare tutte queste verità nel nostro cuore con fede, con speranza e con amore.

Intenzioni: Affinchè i giovani possano testimoniare, Gesù con il buon esempio e diffondere il suo amore.

1 Padre nostro, 10 Ave Maria e un gloria al Padre

4º Mistero: La presentazione di Gesù al tempio

Nella quarta decina del rosario ricordiamo la presentazione di Gesù al tempio. San Luca ci descrive questo passo della vita di Cristo nei seguenti termini: «Quando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» (Lc 2,21-23).

La circoncisione, prescritta da Dio nella Legge Antica, fu sostituita dal Battesimo del quale era immagine, e che Gesù Cristo più tardi doveva istituire come sacramento per cancellare in noi la macchia del peccato originale, farci membri del suo Corpo Mistico e partecipi delle grazie della sua opera redentrice.

L’esempio della fedeltà all’osservanza della legge di Dio che Nostra Signora qui ci dà, ci deve muovere a seguire la stessa strada della fedeltà a Dio e alla sua Chiesa.

Nel compiere questo precetto di presentare il suo primogenito al tempio perché sia offerto al Signore, Maria compie al tempo stesso la missione che Dio le ha affidato di corredentrice del genere umano. Maria conosce le Sacre Scritture e da esse comprende che suo figlio è destinato ad essere vittima di espiazione per i peccati degli uomini e ostia della lode offerta a Dio.

Maria medita ciò che, al riguardo, ha profetizzato Isaia: «Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l’iniquità del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore» (Is 53,1-10).

Maria sa che tutta questa profezia si compirà nella persona di suo figlio; sa che è lui l’inviato di Dio per compiere l’opera della nostra redenzione. E, lungi dal volerlo sottrarre a tante pene e amarezze, lo prende tra le sue braccia dalla purezza immacolata, lo porta al tempio con le sue mani virginali e lo depone sull’altare affinché il sacerdote lo offra all’eterno Padre come vittima espiatoria e ostia di lode.

Qui, Maria non offre solo suo figlio, ma offre se stessa con Cristo, perché il suo corpo e il suo sangue Gesù lo aveva ricevuto da Maria; così Maria si offre in Cristo e con Cristo a Dio e perciò è corredentrice con Cristo dell’umanità.

In questo mistero della presentazione di Gesù, le mani pure di Maria sono la prima patena sulla quale Dio ha posto la prima Ostia; e questa patena l’ha presa il sacerdote di turno al tempio di Gerusalemme per elevarla sull’altare e offrirla al Padre come proprietà che gli è dovuta e offerta in cui egli si compiace in maniera assoluta. Abbiamo qui un’immagine, ma più tardi sarà la vera Messa, quando il sacrificio dell’espiazione si consumerà sul Calvario: Gesù, con le sue proprie mani, si offre al Padre per gli uomini sotto le specie consacrate del pane e del vino, dicendo ai sacerdoti della Nuova Alleanza: «Fate questo in memoria di me» (Lc 22,19), cioè offrite al Padre il mio sacrificio affinché sia rinnovato sull’altare per la salvezza del mondo. Perché «questo è il mio corpo che è dato per voi. (…) Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi» (Lc 22,19-20).

Intenzioni: Consacriamo al Cuore Immacolato di Maria tutti i giovani del mondo.

1 Padre nostro, 10 Ave Maria e un gloria al Padre

5º Mistero: La preghiera di Gesù nel tempio di Gerusalemme

Nella quinta decina del rosario ricordiamo l’andata di Gesù Cristo al tempio di Gerusalemme per prendere parte all’orazione collettiva del popolo di Dio. Così ci descrive san Luca questo passo della vita del Signore: «I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava (…) e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”» (Lc 2,41-49).

La Santa Famiglia ci dà qui un grande esempio di vita cristiana. Non li trattiene la distanza, né la mancanza di mezzi di trasporto dall’andare al tempio di Gerusalemme e unire la loro preghiera a quella che il popolo di Dio offriva al Signore. Il tempio di Gerusalemme ricorda quei luoghi di culto che oggi, per noi, sono le nostre chiese, dove anche noi dobbiamo andare tutti insieme per offrire a Dio le nostre preghiere e le nostri lodi.

Nella risposta data a sua madre, Gesù Cristo ci dice che il tempio è la casa di Dio: «Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Così le chiese sono la casa del Padre nostro; perciò dobbiamo andarci con fede, con rispetto e con amore.

Andiamo alla casa del Padre nostro e là, uniti intorno alla stessa tavola, ci nutriamo dello stesso pane: il pane dell’Eucaristia, il pane della parola di Dio. A imitazione di Gesù Cristo dobbiamo ascoltare lì la parola di Dio che ci viene trasmessa dai suoi ministri, come allora era trasmessa dai dottori della legge al popolo di Dio.

Oggi i continuatori di questo popolo siamo noi; noi che abbiamo la fortuna di aver ricevuto il Battesimo e con esso il dono della fede e siamo stati inseriti nel Corpo Mistico di Cristo che è la Chiesa.

Intenzioni: Affinchè i giovani che oggi sono disperati, smarriti e oppressi, possano ritornare a gioire, ad avere la pace nel cuore e seguire Gesù.

1 Padre nostro, 10 Ave Maria e un gloria al Padre

SALVE, O REGINA

Salve, o Regina, madre di misericordia,

vita, dolcezza e speranza nostra, salve.

A te ricorriamo, esuli figli di Eva: a te sospiriamo,

gementi e piangenti in questa valle di lacrime.

Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi

gli occhi tuoi misericordiosi e mostraci, dopo

questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.

O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Per le intenzioni del Sommo Pontefice e per l’acquisto delle sante indulgenze: 1 Padre, Ave e Gloria.

LITANIE LAURETANE (facoltative)

Signore, pietà. Signore pietà
Cristo, pietà. Cristo pietà
Signore, pietà. Signore pietà
Cristo, ascoltaci. Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici. Cristo, esaudiscici

Padre del cielo, che sei Dio, Abbi pietà di noi.

Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio, Abbi pietà di noi.
Spirito Santo, che sei Dio, Abbi pietà di noi.
Santa Trinità, unico Dio, Abbi pietà di noi.

Santa Maria, prega per noi.
Santa Madre di Dio, prega per noi.
Santa Vergine delle vergini, prega per noi.
Madre di Cristo, prega per noi.
Madre della Chiesa, prega per noi.
Madre della divina grazia, prega per noi.
Madre purissima, prega per noi.
Madre castissima, prega per noi.
Madre sempre vergine, prega per noi.
Madre immacolata, prega per noi.
Madre degna d’amore, prega per noi.
Madre ammirabile, prega per noi.
Madre del buon consiglio, prega per noi.
Madre del Creatore, prega per noi.
Madre del Salvatore, prega per noi.
Madre di misericordia, prega per noi.
Vergine prudentissima, prega per noi.
Vergine degna di onore, prega per noi.
Vergine degna di lode, prega per noi.
Vergine potente, prega per noi.
Vergine clemente, prega per noi.
Vergine fedele, prega per noi.
Specchio della santità divina, prega per noi.
Causa della nostra letizia, prega per noi.
Tempio dello Spirito Santo, prega per noi.
Tabernacolo dell’eterna gloria, prega per noi.
Dimora tutta consacrata a Dio, prega per noi.
Rosa mistica, prega per noi.
Torre di Davide, prega per noi.
Torre d’avorio, prega per noi.
Casa d’oro, prega per noi.
Arca dell’alleanza, prega per noi.
Porta del cielo, prega per noi.
Stella del mattino, prega per noi.
Salute degli infermi, prega per noi.
Rifugio dei peccatori, prega per noi.
Consolatrice degli afflitti, prega per noi.
Aiuto dei cristiani, prega per noi.
Regina degli Angeli, prega per noi.
Regina dei Patriarchi, prega per noi.
Regina dei Profeti, prega per noi.
Regina degli Apostoli, prega per noi.
Regina dei Martiri, prega per noi.
Regina dei veri cristiani, prega per noi.
Regina delle Vergini, prega per noi.
Regina di tutti i Santi, prega per noi.
Regina concepita senza peccato originale, prega per noi.
Regina assunta in cielo, prega per noi.
Regina del santo Rosario, prega per noi.
Regina della famiglia, prega per noi.

Regina della pace, prega per noi.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
perdonaci, o Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
ascoltaci, o Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio.
E saremo degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo:

O Dio, il tuo unico Figlio ci ha procurato i beni della salvezza eterna con la sua vita, morte e risurrezione: a noi, che con il Santo Rosario della Beata Vergine Maria abbiamo meditato questi misteri, concedi di imitare ciò che essi contengono e di raggiungere ciò che essi promettono. Per Cristo nostro Signore. Amen

 

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