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STORIA DEL ROSARIO

La prima confraternita del Rosario che onorò Maria

La prima Confraternita del Rosario di coloro che desideravano servire la Vergine Maria nel Suo Rosario, risale ai tempi dei santi Padri, i quali, per volontà di Dio, ne intuirono il valore e l’efficacia.
Tuttavia, in modo speciale, fu San Domenico, insigne fondatore dell’Ordine dei Predicatori, che, mentre chiedeva aiuto a Dio per la salvezza di tante anime, fu chiamato, in modo unico, da Dio a diffondere, con segni e prodigi, il Rosario in tutto il mondo.

Egli ripristinò la Confraternita del Rosario di Maria, che esisteva già da molto tempo, ma che, a poco a poco era decaduta, e dopo averla ricostituita, la rese gloriosa, tanto che ogni credente rimaneva incantato della inconsueta luce che risplendeva nel mondo, secondo quanto Giovanni dal Monte ci riferisce attraverso fonti storiche.

Il ripristino della Confraternita del Rosario ha portato tre benefici:

  1.  La comunione dei meriti delle opere buone, a vantaggio non solo della vita eterna, ma anche di questa vita: tali meriti sono comuni a tutti i membri, tuttavia a ciascun membro sono attribuiti dei meriti particolari.
  2. La recita quotidiana di tutto il Rosario della Vergine Maria, richiesta ai Confratelli e alle Consorelle: infatti, chi non recita il Rosario per uno o più giorni, viene privato di quei meriti particolari, che le Corone del Rosario omesse gli avrebbero aggiunto; tuttavia, se nei giorni successivi, egli recupera le preghiere trascurate, ne acquista anche i meriti particolari;

3. In questa Confraternita del Rosario non c’è alcun obbligo nè alcun vincolo, dunque non v’è pericolo o paura di contravvenirvi con il peccato mortale o veniale. Occorre sapere, che esistono due generi di meriti: il primo, deriva unicamente dall’adempimento dell’esercizio quotidiano del Rosario: allora, chi lo omette, viene privato del merito, a pena del dovere tralasciato; l’altro merito proviene dalla pratica e dall’esercizio delle altre opere buone, come le altre preghiere, le meditazioni, le parole, le opere, i digiuni ecc. I fratelli e le sorelle, che omettono il Rosario, non vengono, tuttavia, privati anche di tali meriti, a meno che essi palesemente cerchino di ottenere i suddetti meriti con evidente furbizia, o con poca volontà: non sono, invece, privati dei meriti delle opere buone, coloro che avranno avuto una motivazione ragionevole per omettere il Rosario, come l’infermità, il lavoro, gli impegni, l’umana stanchezza, la dimenticanza, o qualche altra cosa simile.

Questa è la vera Fraternità dell’Amor di Dio, ed è una autentica Benedizione dell’Onnipotente, perché proviene dallo Spirito Santo, e non dall’uomo.

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