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GRANELLI DEL ROSARIO

Il Rosario è il distintivo del cattolico

Amiamo anche noi il Rosario come lo hanno amato i santi. Amiamo il Rosario e salviamolo nella sua forma consacrata da secoli di amore a Maria e recitiamolo come S. Bernardette dove sotto la grotta di Lourdes rimaneva ferma a contemplare gli occhi dell’immacolata.

Pensiamo a recitare il Rosario in questo mondo così perso dove tutti sono bravi ad offendere i cristiani, la santa chiesa ed a ridicolizzare quest’arma potente, quanti su Facebook scrivono commenti davvero imbarazzanti ed osceni. Poveri ciechi che non comprendono e non riescono a vedere la verità, diventando strumenti di satana che si vuol beffare di questa bellissima preghiera. Perché lui sa che il rosario è il distintivo del cristiano ed è capace di salvarlo dalla dannazione, e satana certamente non vuole che ci salviamo. Prendiamo quindi l’impegno di recitarlo ogni giorno, e più che possiamo, anziché perdere tempo a cercare di aggiornarlo, come stanno facendo alcuni, creando solo confusione nella pietà dei fedeli.

A P. Pio da Pietrelcina una volta fu detto: «Padre, oggi dicono che il Rosario ha fatto il suo tempo… In tante chiese non si recita più». Padre Pio rispose: «Satana mira sempre a distruggere questa preghiera, ma non ci riuscirà mai: è la preghiera di Colei che trionfa su tutto e su tutti. È Lei che ce l’ha insegnata, come Gesù ci ha insegnato il Pater noster».

Se non amiamo più recitare il Rosario, non è perché non sia aggiornato, ma perché siamo noi soggiogati a quel «prurito di novità» dei falsi maestri che ci consentono di «assecondare le voglie della nostra carne» (2 Tm 4,3-4). In tal modo si finisce col non amare la preghiera di Maria… È da questo che si capisce se si è veri amanti della Vergine Santa. Chi non ama il rosario non può definirsi devoto di Maria.

La Madonna ha legato al Rosario il nostro futuro, i destini della nostra epoca.

Il Rosario, oggi, non è più tanto questione di devozione, quanto di salvezza. Già si può affermare che ai nostri giorni, come ai tempi della controriforma, il Rosario sta per diventare uno dei distintivi del vero credente.

Ricordiamo ciò che accadde a S. Ignazio di Loyola, quando si trovò a passare con i suoi primi nove compagni per una città della Svizzera, già devastata dall’eresia protestante. S.Ignazio e i suoi compagni portavano la corona del Rosario al collo,  e i pochi cattolici svizzeri rimasti saldi nella fede, esultarono a incontrarli, riconoscendoli come cattolici da quella corona al collo, giacché il Rosario nella Svizzera era stato proibito dagli eretici prima di ogni altra cosa, condannato espressamente come segno distintivo del cattolico.

San Pietro Canisio, lottando contro i protestanti che stavano devastando la fede cattolica, salvò la devozione e il culto a Maria Santissima proprio per mezzo del Rosario.

Il Rosario sarà il segno della nostra appartenenza alla Chiesa e al cuore della Chiesa, che è l’Immacolata, Madre di Gesù e Madre nostra.

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