Soffrivo di una febbricola persistente e fui ricoverata al  Policlinico della Madonna della Consolazione, a Reggio Calabria, per accertamenti. Per lungo tempo, mi hanno sottoposta ad analisi ed indagini mediche, senza mai riuscire a scoprire la causa.

Mentre ero ancora ricoverata e prima di conoscere la diagnosi, pregavo incessantemente la Vergine del Rosario di Pompei, cui sono devota sin da bambina, e San Giuseppe Moscati, il santo di cui da molti anni diffondo la devozione. Una notte, e precisamente la notte precedente al giorno della Supplica alla Madonna di Pompei, ho sognato di trovarmi dinanzi al suo Santuario e sulla porta mi attendeva San Giuseppe Moscati che mi accompagnò all’interno del santuario.

La chiesa era pervasa da una luce straordinaria e abbagliante, che illuminava particolarmente il quadro della Madonna. La tela era di grandi dimensioni e sembrava sceso ai piedi dell’altare, quasi ad aspettarmi.

Davanti al quadro c’era un uomo anziano con la barba che inginocchiato pregava con la corona del Rosario tra le mani. Mentre mi rivolgevo a San Giuseppe Moscati, chiedendogli d’intercedere per me presso la Madonna, per ottenere la grazia della guarigione, egli m’indicò con il dito proprio quella persona anziana che pregava, rivelandomi che era lei che avrebbe interceduto per me.

Alcuni giorni dopo, mi fu diagnosticata una displasia all’utero. Fui dimessa per fare ulteriori indagini. La notte del 19 novembre prima di partire per Triggiano, in provincia di Bari, per avere un consulto dal primario di ostetricia e ginecologia nel locale ospedaliero, mi addormentai dopo aver recitato il Santo Rosario. Mi svegliai in un mare di sudore ed ebbi la netta sensazione di trovarmi all’interno del Santuario di Pompei, dove fui avvolta da una luce splendente che mi attirava verso l’altare dove c’era ancora quella persona anziana, inginocchiata, immobile, che pregava la Vergine di Pompei, intensamente.

Subentrò a questo punto di nuovo la figura di San Giuseppe Moscati che m’indicò di nuovo con il dito la persona anziana, dicendo: « Non sono io ad aver interceduto per te. Ecco chi ha pregato per te». E mi rivelò che quel vecchietto era il Beato Bartolo Longo. Io commossa e frastornata, m’ inginocchiai. Bartolo Longo si voltò e finalmente lo riconobbi.

Mi sorrise e mi indicò la Vergine del Rosario di Pompei. La mattina dopo accompagnata dalle mie amiche di preghiera, partii per Triggiano, dove mi aspettava il professore per gli accertamenti. Fui sottoposta ad accurate indagini d’ogni genere, con l’intervento anche di altri specialisti. Gli esami diedero a stupore di tutti, esito del tutto negativo. Tornai a casa con la gioia nel cuore, ringraziando attraverso la preghiera fatta insieme alla mia famiglia, abbracciando i miei figli e mio marito, lodammo e ringraziammo insieme il Signore, la Madonna di Pompei e il nostro caro Beato. Grazie all’intercessione del Beato Bartolo Longo, sono guarita.

Marisa Anna Maria Salivo
Reggio Calabria

Tratto dal Periodico “Il Rosario e la nuova Pompei”  Anno 134 – N. 3 – Maggio/Giugno 2018