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CATECHISMO

Chi sono gli Angeli cherubini

Gli Angeli Cherubini

Chi sono gli Angeli Cherubini? Questi Angeli vengono descritti dal profeta Ezechiele come Angeli con quattro facce. Una di leone, una di bue, una d’aquila e l’ultima di uomo. Le loro ali emettono un potente fragore come la voce di Dio onnipotente quando parla. Sono circondati dal fuoco, l’amore di Dio. La loro presenza è direttamente associata a quella del Signore.

La loro prima apparizione avviene in Genesi 3:24, posti a guardia del Giardino dell’Eden a seguito della cacciata di Adamo ed Eva. Questi Angeli vengono identificati umanamente, dai venti e dai turbini. i Cherubini vengono non di rado associati ai quattro Evangelisti: quest’ultimi sono identificati con il leone (Marco), toro (Luca), aquila (Giovanni) uomo (Matteo), e così come i Cherubini erano stati posti a guardia della via per l’albero della vita così gli Evangelisti scrissero e custodirono i Vangeli (via) che portano a Gesù (albero della vita).

Assomigliano a degli adolescenti con vesti bianche e ali d’oro. Questa descrizione ci fu fornita dalla beata Camilla Battista Varano. Questa beata suora dell’ordine di Santa Chiara, rivelò che gli Angeli Cherubini l’aiutarono spesse volte contro i demoni.

Infatti scrive:

Essi mi dichiararono che erano così intimi con Dio, che Dio non stava né poteva stare senza di essi, né essi senza Dio. Mi spiegarono come essi, i Serafini, erano così uniti ai Cherubini, ed i Cherubini così uniti ai Serafini, che gli uni non potevano mai andare senza gli altri verso l’anima. Ed essi dissero: “È ben vero che, in tale anima, i Cherubini esercitano la sovranità, ed in talaltra, sono i Serafini. Ma nell’anima tua, noi, Serafini, esercitiamo la sovranità, così tu risenti più fuoco che luce“. Tale era la verità poiché, benché la luce che ho detto precedentemente ricevuta, sia stata grande ed incomprensibile, io ebbi nondimeno tre volte più fuoco che luce. Così io credo, ora, che quei due angeli che mi tennero così lungamente ai piedi della Croce erano un cherubino ed un serafino.

Santa Teresa D’Avila (1515 – 1582) poteva allo stesso modo vedere e dialogare con esseri celestiali appartenenti a questa gerarchia, i quali prendevano le sembianze di giovani fanciulli dal “volto infiammato”.
Secondo quanto scrive la Santa, fu proprio uno dei Cherubini ad infilzarle simbolicamente un dardo infuocato nel petto: l’avvenimento ha qualche decennio dopo ispirato il celebre artista Gian Lorenzo Bernini nella realizzazione della scultura “L’estasi di Santa Teresa”.
Verso la fine del XIX secolo alla mistica tedesca Mechthild Schönwerth fu in aggiunta rivelata dall’Arcangelo Raffaele un’ulteriore funzione di questi angeli, ovvero quella di protettori delle diocesi in tempi difficoltosi.
Con grande probabilità sia San Pio da Pietralcina che i pastorelli di Fatima ebbero occasione di vedere un cherubino: il primo nel 1918, quando gli si presentò uno spirito celestiale che “aveva in mano una specie di strumento, simile ad una lunghissima lama di ferro dalla punta ben affilata, e pareva che del fuoco uscisse da quella punta“, i secondi durante la rivelazione del terzo segreto osservano “al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un angelo con una spada di fuoco nella mano di sinistra; scintillando emmetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo“.

Fonte Veniteadme

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