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SPIRITUALITA'

Dove si trovano i bambini morti non battezzati?

Chiunque anche un ateo almeno una volta nella vita, si è posta questa domanda: Dove si trovano i bambini morti non battezzati? Si sente allora parla di Limbo. La parola “limbo” deriva dal latino “limbus” ed indica l’orlo del vestito, il suo bordo. Si chiama così, perché si credeva che il limbo dei bambini fosse posto al bordo o ai limiti dell’inferno. Questa parola non appare nella Bibbia. Con questa parola si designava non solo l’inferno dei condannati, ma anche il purgatorio, il seno di Abramo (Lc. 16,22) il limbo dei bambini. Per questo si dice che Gesù “discese agli inferi” e non all’inferno dei condannati, ma nel regno dei morti, cioè di coloro che ancora non erano in cielo, ma nel limbo dei giusti o nel seno di Abramo.

i bambini morti non battezzati

 San Gregorio Nazianzeno  parla di 3 categorie di morti: coloro che hanno ricevuto il battesimo e vanno in cielo, coloro che hanno rifiutato il battesimo o non lo hanno ricevuto per negligenza, e coloro che non lo hanno potuto ricevere. E dice:” Le anime dei bambini che muoiono prima del battesimo, senza peccato, non saranno né ricompensati né castigati (Orat. 40,23; PL 36,398).

San Gregorio di Nissa dice che “sono chiamati a rallegrarsi in una conoscenza in accordo con la loro natura” ossia vivranno con una felicità puramente naturale e non con la felicità soprannaturale del cielo e non saranno neppure castigati con l’inferno”. (“De infantibus qui premature moriuntur”; PG. 46, 161).

Sembra che il primo che manifestò l’opinione che i bambini morti senza battesimo sopportassero solo un danno, consistente nella privazione della visione che rende beati, fu il teologo Pietro Abelardo nel XII secolo. Affermarono la stessa cosa Pietro Lombardo (Sent.II, dist. 33, n.5) ed Alessandro di Hales (Summa, 2 parte, q. 106, a.9) nello stesso secolo.

i bambini morti non battezzati

Nel 1201 Papa Innocenzo III nella sua lettera “Maiores Ecclesiae causas” a Imberto, Arcivescovo di Arlès, aveva sostenuto che “la pena del peccato originale è la carenza della visione di Dio; la pena del peccato attuale consiste nel tormento dell’inferno eterno” (Denz 780)12. In questa lettera pare che il Papa accetti l’opinione comune che il peccato originale non venga punito nell’altra vita con la pena dei sensi, ma con la pena di danno, accettando così un luogo intermedio o limbo. Anche S. Alberto Magno seguì questa teoria, accettando l’esistenza del limbo e S. Tommaso seguì l’opinione del suo maestro, S. Alberto, contro gli agostiniani. A partire da S. Tommaso la parola limbo diventerà di uso comune e verrà considerato come un terzo luogo o stato dove si sopporta solo la pena del danno e si gode di una felicità naturale.

i bambini morti non battezzati

S. Tommaso sostiene che il peccato originale è punito con la pena del danno e non con quella dei sensi poiché il peccato originale è vizio della natura mentre il peccato attuale è vizio della persona, ed anche perché la pena dei sensi non è dovuta ad una disposizione al peccato, ma ad un atto di peccato. Relativamente al fatto se questi bambini soffrissero interiormente per la pena di danno, cioè per la perdita eterna della felicità del cielo, nutrì vari dubbi.

Accetterà la loro consapevolezza della perdita della gloria di Dio per la quale, però, non proveranno sofferenza, in quanto la gloria del cielo è qualcosa che supera la loro capacità. Ed aggiunge che nessun uomo sano si affligge per non poter volare come un passero o per non essere re o imperatore, in quanto ciò non gli è dovuto, ma che è maggiormente afflitto per qualcosa che ha la capacità di possedere.

Per S. Tommaso il bambino morto senza battesimo non ha la capacità per il cielo, non è proporzionato alla gloria del cielo perché gli mancano i mezzi per raggiungere questo fine, non gode del libero arbitrio, necessario per compiere un atto di fede. Godere della gloria del cielo suppone, secondo lui, il dono della grazia santificante e per conseguire la grazia è d’uopo avere il dono del libero arbitrio per poter accettare tale grazia liberamente, ma questi bambini prima dell’uso della ragione, non sono stati preparati per ottenere la vita eterna del cielo perché non hanno mai ricevuto la grazia né la possibilità di scegliere la grazia stessa.

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