DIO DI MISERICORDIA E DI PIETÀ

Dopo il peccato di Israele, che si è allontanato da Dio per adorare il vitello d’oro, Dio ascolta l’intercessione di Mosè ed acconsente a camminare in mezzo ad un popolo infedele, manifestando in tal modo il suo amore. A Mosè che chiede di vedere la sua gloria, Dio risponde: «Farò passare davanti a te tutto il mio splendore e proclamerò il mio nome: Signore (YHWH), davanti a te» (Es 33,18-19). E il Signore passa davanti a Mosé e proclama: «Il Signore, il Signore [YHWH, YHWH], Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà » (Es 34,6). Mosè allora confessa che il Signore è un Dio che perdona.

Il nome divino «Io Sono» o «Egli È» esprime la fedeltà di Dio il quale, malgrado l’infedeltà degli uomini e il castigo che il loro peccato merita, «conserva il suo favore per mille generazioni » (Es 34,7). Dio rivela di essere o ricco di misericordia» (Ef 2,4) arrivando a dare il suo Figlio. Gesù, donando la vita per liberarci dal peccato, rivelerà che anch’egli porta il nome divino: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora saprete che Io Sono» (Gv 8,28).

DIO SOLO È…

Lungo i secoli, la fede d’Israele ha potuto sviluppare ed approfondire le ricchezze contenute nella rivelazione del nome divino. Dio è unico, fuori di lui non ci sono dei.

Egli trascende il mondo e la storia. È lui che ha fatto il cielo e la terra: «Essi periranno, ma tu rimani, tutti si logorano come veste […] ma tu resti lo stesso e i tuoi anni non hanno fine» (Sal 102,27-28). In lui «non c’è variazione né ombra di cambiamento» (Gc 1,17). Egli è «colui che è» da sempre e per sempre, e perciò resta sempre fedele a se stesso ed alle sue promesse. La rivelazione del nome ineffabile: «Io sono colui che sono» contiene dunque la verità che Dio solo È.

In questo senso già la traduzione dei Settanta e, sulla sua scia, la Tradizione della Chiesa hanno inteso il nome divino: Dio è la pienezza dell’Essere e di ogni perfezione, senza origine e senza fine. Mentre tutte le creature hanno ricevuto da lui tutto ciò che sono e che hanno, egli solo è il suo stesso essere ed è da se stesso tutto ciò che è. Dio, «colui che è», è verità e amore. Dio, «colui che è», si è rivelato a Israele come colui che è «ricco di grazia e di fedeltà» (Es 34,6). Questi due termini esprimono in modo sintetico le ricchezze del nome divino. In tutte le sue opere Dio mostra la sua benevolenza, la sua bontà, la sua grazia, il suo amore; ma anche la sua affidabilità, la sua costanza, la sua fedeltà, la sua verità. «Rendo grazie al tuo nome per la tua fedeltà e la tua misericordia» (SaI 138,2). Egli è la verità, perché «Dio è luce e in lui non ci sono tenebre» (1Gv 1,5); egli è «amore», come insegna l’apostolo Giovanni (1 Gv 4,8).

DIO È VERITÀ

«La verità è principio della tua parola, resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia » (SaI 119,160). «Ora, Signore, tu sei Dio, e le tue parole sono verità » (2 Sam 7,28); per questo le promesse di Dio si realizzano sempre. Dio è la stessa verità, le sue parole non possono ingannare. Proprio per questo ci si può affidare con piena fiducia alla verità e alla fedeltà della sua parola in ogni cosa. L’origine del peccato e della caduta dell’uomo fu una menzogna del tentatore, che indusse a dubitare della parola di Dio, della sua bontà e della sua fedeltà. La verità di Dio è la sua sapienza che regge tutto l’ordine della creazione e del governo del mondo. Dio che, da solo, ha creato il cielo e la terra, può donare, egli solo, la vera conoscenza di ogni cosa creata nella sua relazione con lui. Dio è veritiero anche quando rivela se stesso: «un insegnamento fedele» è «sulla sua bocca» (Ml 2,6). Quando manderà il suo Figlio «nel mondo», sarà «per rendere testimonianza alla verità» (Gv 18,37): «Sappiamo che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’intelligenza per conoscere il vero Dio» (I Gv 5,20). DIO E’ AMORE Israele, nel corso della sua storia, ha potuto scoprire che uno solo era il motivo per cui Dio gli si era rivelato e lo aveva scelto fra tutti i popoli perché gli appartenesse: il suo amore gratuito. Ed Israele, per mezzo dei profeti, ha compreso che, ancora per amore, Dio non ha mai cessato di salvarlo e di perdonargli la sua infedeltà e i suoi peccati. L’amore di Dio per Israele è paragonato all’amore di un padre per il proprio figlio. È un amore più forte dell’amore di una madre per i suoi bambini. Dio ama il suo popolo più di quanto uno sposo ami la propria sposa; questo amore vincerà anche le più gravi infedeltà; arriverà fino al dono più prezioso: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16). L’amore di Dio è «eterno» (Is 54,8): «Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero, non si allontanerebbe da te il mio affetto» (Is 54,10).

«Ti ho amato di un amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà» (Ger 31,3). Ma san Giovanni si spingerà oltre affermando: «Dio è amore» (1 Gv 4,8.16): l’Essere stesso di Dio è amore. Mandando, nella pienezza dei tempi, il suo Figlio unigenito e lo Spirito d’amore, Dio rivela il suo segreto più intimo: è lui stesso eterno scambio d’amore: Padre, Figlio e Spirito Santo, e ci ha destinati ad esserne partecipi.