Tutti diciamo, bisogna pregare, dobbiamo pregare, pregare tanto, pregare…ecc ecc ma come si prega veramente? Sappiamo pregare? Purtroppo oggi preghiamo, ma poco e male.

Innanzitutto la preghiera non è una formula, la preghiera è un colloquio con il cielo. Quindi non c’è un modo di pregare perché ognuno prega come il cuore stesso gli insegna a farlo.

Senza violare la Sua solitudine, senza forzare il Suo ritiro, desiderano “entrare” nella preghiera di Cristo, carpirne lo stile, afferrarne i contenuti, farne il punto di riferimento per il loro nuovo modo di pregare.

Può risultare relativamente facile insegnare delle preghiere. E, di fatto, troppa educazione religiosa non è servita ad altro che ad imparare delle formule, dei modi, delle regole. Come si prega? Con il cuore! Senza questo nessuna preghiera ha valore. Questo argomento lo abbiamo affrontato spesse volte ma è sempre bene chiarire che non è una materia da imparare. Pregare dovrebbe essere per un uomo quasi naturale, come respirare, mangiare, bere, dormire….

Come pregare? Con desiderio, con sentimento, e man mano che iniziamo a pregare, inizieremo a scoprire la preghiera, a inventarla (preghiera spontanea). Tanta gente pensa che se non dice un Padre nostro, un’Ave Maria…. non è preghiera. Se sono felice e alzando lo sguardo al cielo, con piena riconoscenza di quella gioia, dico; Grazie mio Dio per questa gioia che mi doni… io ho composto una preghiera; io in quel momento ho pregato!

Non è facile, come non è facile iniziare a parlare con confidenza ad una persona appena conosciuta; ecco perché dobbiamo conoscere Gesù, dobbiamo approfondire la sua vita, i suoi pensieri… insomma divenire confidenti, amici, amanti di Cristo e di Maria…. così inizieremo a pregare con piena confidenza e fiducia.

Quante volte siamo tristi e angosciati…. eppure se iniziassimo nel silenzio a raccontare a Dio tutta la nostra tristezza, la nostra angoscia proprio come si racconta ad una persona che possiamo vedere e toccare; quante cose cambierebbero. Tutto questo è preghiera!

Se qualcuno quindi ci chiede come pregare veramente; dobbiamo rispondere; metti le mani giunte o sul cuore, chiudi gli occhi o solleva lo sguardo al cielo ed apri il cuore a Dio. Tutto qui!

Pregare formulando infinite parole senza cuore e mente, non serve a niente; perdiamo noi del tempo e Dio non le ascolta. Direste voi delle parole insensate a chi vi sta dinanzi? Non credo!

La preghiera insegnata da Gesù è una preghiera che fa esplodere. Gesù non si accontenta delle parole, delle formule, ma esige la vitalità, la passione, il sentimento, il cuore, nella preghiera. Pretende il coinvolgimento della persona. Lui non insegna una preghiera solamente ma a pregare.

Uomini di preghiera non lo si impara ma lo si diventa.

Non abbiamo tanto bisogno di preghiere nuove, ma di essere “nuovi nella preghiera”. Nuovi nel modo di interpretare il senso della preghiera nella nostra avventura di Cristiani. Molti sono in grado di offrirci preghiere “nuove”. Soltanto Uno ci insegna a non fabbricare preghiere, ma a scoprire la preghiera, crearla. Soltanto Lui ci invita a superare quella distanza, per entrare nello spazio della Sua solitudine e così sentirci un po’ meno estranei…..

“… Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: Hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto e il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà. Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole (leggendo formule e formule). Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. (Mt. 6.6).

La preghiera del Cristiano, quindi, si caratterizza dal cuore, dalla passione che abbiamo dentro, dal desiderio di Dio, di affidarci a Lui, di rimetterci nelle sue mani, di invocarlo, di lodarlo, supplicarlo sinceramente. Non come gli ipocriti, cioè che bastano dire a pappardella una preghiera e pensare di aver pregato, oppure come chi pensa di dire preghiere formulate, lette senza nemmeno capire cosa dicono e chi pregano veramente… Ricorda che Dio ascolta, Dio sente tutto, Dio vede tutto. La preghiera è quel mezzo che ci porta a Dio rimanendo là dove siamo.