Come si medita il rosario? Prima di rispondere a questa domanda bisogna dire che a coloro che non sapevano leggere, e iniziando dai monasteri, in luogo delle Sacre Letture, si propose la contemplazione di momenti importanti della vita di Gesù e di Maria, che ora sono codificati nei quindici misteri. A quei tempi, in cui poche persone tra il popolo sapevano leggere, i quadri, gli affreschi e le sculture che rendevano le chiese una vera scuola, aiutavano a comprendere il significato e a fissare nella memoria anche visiva questi santi «misteri».

Come recitarlo

Molte persone quando ricevono in regalo una corona del rosario, le baciano ma poi le ripongono in borsetta o le appendono vicino allo specchietto della loro auto proprio come se fosse un portafortuna, altri ne ignoravano l’uso, tentano di metterle al collo come fossero collane. Per questo, pur essendo dell’idea che ci vuol fantasia e libertà nella recita del Rosario, sento che occorre sapere prima di tutto, che cosa è il Rosario ed il modo in cui va recitato.

La corona del Rosario è formata da cinquanta grani (le Ave Maria) suddivise in cinque decine da un grano più grosso (il Padre nostro). Il Rosario intero è composto da centocinquanta Ave Maria; perciò è necessario usare la corona per tre volte. Non spaventatevi subito perché è uso comune (ma non è proibito fare di meglio) recitare una sola corona, meditando i cinque misteri del santo Rosario, ogni giorno.

Per ricordare i misteri

Si riservano i misteri gaudiosi al lunedì e al giovedì; i dolorosi al martedì e al venerdì; i misteri gloriosi al mercoledì, al sabato e alla domenica.Quando una ricorrenza liturgica oppure circostanze liete o dolorose della vita portano a preferire la meditazione di determinati misteri, non solo è permesso ma è raccomandabile variare in questo senso.

Ci sono alcuni che, dopo anni che recitano il Rosario, non sanno ancora i quindici misteri a memoria; altri invece li imparano con facilità, poiché vedono il loro legame con la vita di Gesù che nasce (misteri gaudiosi), che muore (dolorosi) e che risuscita (gloriosi).

I misteri della Famiglia

Il primo gruppo (i cinque misteri gaudiosi) ci presentano:

1. l’annuncio dell’Angelo a Maria: «Darai alla luce il Figlio di Dio!»;

2. ci sottolinea la carità operosa di Maria che si reca dalla parente Elisabetta;

3. il Natale di Gesù nella grotta di Betlemme;

4. quaranta giorni dopo il Bambino viene presentato al Tempio;

5. infine – unico episodio dei trent’anni di vita a Nazareth – lo smarrimento di Gesù dodicenne ed il suo ritrovamento nel Tempio di Gerusalemme.

I misteri della sofferenza

Il secondo gruppo (i cinque dolorosi) sorvolando sui tre anni di vita pubblica, ci descrivono alcuni momenti della Passione di Gesù:

1. la notte nel Gethsemani, dove Gesù suda sangue e viene tradito;

2. il mattino del Venerdì santo con le torture della flagellazione;

3. e della incoronazione beffarda con un fascio di spine;

4. la salita al Calvario e la crocifissione;

5. infine l’agonia, la morte in croce e la sepoltura.

I misteri dell’Aldilà

Il terzo gruppo (i cinque gloriosi) ci presentano la gloria di Gesù:

1. che risorge da morte;

2. che ascende in Cielo, quaranta giorni dopo;

3. mantenendo la promessa, manda sugli Apostoli lo Spirito Santo e la Chiesa muove i primi passi;

4. anche la Madonna, unita a Gesù nella serenità di Nazareth e nello strazio del Calvario, negli ultimi due misteri è contemplata nella sua glorificazione personale: l’assunzione in Cielo;

5. e nella sua partecipazione materna e regale alla vita della Chiesa e di tutto l’universo.