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CATECHISMO

Come leggere la Bibbia? Una delle domande sempre più discusse

La Bibbia non è un semplice libro ma parola vivente

Questa domanda viene posta spesse volte dalle persone che avvertono nel proprio cuore il desiderio di leggere la Bibbia. Ho trovato abbastanza soddisfacente la risposta di Padre Angelo Domenicano, eccola:

1. La prima cosa che vi consiglio di fare quando aprite la Bibbia o il Vangelo per leggerli per vostro conto è il segno della croce.
Il segno della croce purifica il vostro cuore per renderlo più adatto a nutrirvi della Parola di Dio e bello stesso tempo vi mette alla presenza del Signore.
Quando aprite la Bibbia non prendete soltanto un libro in mano, ma realizzate una presenza, vivente un incontro.
San Domenico faceva così e poi soggiungeva: “Parla, Signore, che il tuo servo ti ascolta” (1 Sam 3,9).

2. Se non avete mai letto la Sacra Scrittura vi consiglio di partire dai Vangeli.
Bisogna leggerli senza fretta perché così si correrebbe il rischio di perdere il significato di ognuna di quelle parole, che sono capaci di comunicare a noi la vita stessa di Dio.
San Pietro disse a Gesù: “Tu hai parole di vita eterna” (Gv 6,68). E la vita eterna nella Sacra Scrittura è la vita stessa di Dio comunicata all’uomo.
Un capitolo al giorno è più che sufficiente per avere di che nutrirvi.

3. Voi sapete che la Sacra Scrittura è un insieme di libri ispirati da Dio.
Questi libri vanno letti secondo il senso che vi ha dato l’Autore principale, che è Dio, lo Spirito Santo.
Il Concilio dice che la Sacra Scrittura deve “essere letta e interpretata con l’aiuto dello stesso Spirito mediante il quale è stata scritta” (Dei Verbum, 12).
Secondo un detto dei Padri, “la Sacra Scrittura è scritta nel cuore della Chiesa prima che su strumenti materiali”.
Ed è “alla Chiesa  che lo Spirito Santo dona l’interpretazione di essa secondo il senso spirituale” (Origene, Homiliae in Leviticum, 5,5).
Sicché leggerla secondo lo Spirito Santo mediante il quale è stata scritta significa leggerla nel senso da sempre custodito nella Chiesa, senza interpretazioni arbitrarie e puramente soggettive.

4. Nello stesso tempo dovete tener conto degli strumenti di cui lo Spirito Santo si è servito.
Questi “strumenti” sono persone umane collocate in un determinato tempo, in una determinata cultura, con caratteristiche derivanti dal loro carattere, dalla loro storia personale, dallo stile proprio di ognuna di esse, dai generi letterari allora in uso.
Le persone di cui Dio si è servito sono chiamati agiografi, che letteralmente significa “scrittori sacri”.
Pertanto è necessario dare sempre un’occhiata alle note curate dagli esperti e autenticate dalla Chiesa: Questi esperti sono chiamati anche “esegeti”.

5. Le bibbie cattoliche si distinguono sempre da quelle protestanti proprio perché sono corredate di note. Quelle protestanti no, perché secondo loro non sarebbero i testi ad essere ispirati, ma le persone che li leggono.
Questo è all’origine della galassia di Chiese protestanti perché ognuna interpreta come vuole la Sacra Scrittura, andando anche talvolta completamente fuori strada.
È questo il motivo di fondo che rende difficile l’ecumenismo con i protestanti perché all’interno del loro mondo non c’è un modo univoco di interpretare e non c’è una posizione che riassuma il loro pensiero. Ognuno in qualche modo è a sé e rappresenta solo se stesso.

6. Mentre leggete la Sacra Scrittura dovete badare ai suoi due significati fondamentali.
Il primo è il significato materiale o letterale.
Questo è quello che emerge direttamente dal testo compreso con l’aiuto delle note e degli esegeti.
Questo significato è importante, anzi, è basilare perché Dio si serve delle parole usate dagli agiografi per comunicarci il suo pesneiro e la sua vita divina.

7. Accanto a quello letterale c’è il significato “spirituale” ed è costituito da quello che Dio ci vuole comunicare attraverso le parole e gli eventi narrati.
Infatti le parole e gli eventi sono per noi come dei segni attraverso i quali

– Dio si comunica (questo significato i teologi lo chiamano allegorico),
– Dio indirizza e plasma la nostra vita (significato morale) e
– ci conduce a Sé e alla sua vita soprannaturale (significato anagogico).

8. Questo significato spirituale dovete sempre cercarlo perché diversamente la Sacra Scrittura rimane come morta e non vi comunica niente.
Ciò significa che nel significato spirituale siete chiamati a sentire:
– Dio che vi parla, 
– Dio che entra nella vostra vita per plasmarla e trasformarla, 
– Dio che vi chiama ad entrare nella sua amicizia e in comunione di vita con Lui.

9. Dai Vangeli poi potete passare ai vari libri del Nuovo Testamento.
Se trovate qualche passaggio difficile, soprattutto in alcune lettere di San Paolo, non disarmate, leggete le note.
E se nonostante questo non comprendeste ancora, andate avanti lo stesso.
Non  si richiede infatti che tutti sappiano spiegare tutta la Sacra a Scrittura. Nella Chiesa ci sono anche i dottori, i maestri, i predicatori, i catechisti… Ognuno, secondo il proprio ruolo, è chiamato ad un particolare tipo di approfondimento.

10. Con l’Antico Testamento procedete con gradualità.
Potete cominciare con i libri storici che sono più facili.
Anche qui cercherete soprattutto il significato spirituale nel suo riferimento a Cristo e agli eventi da lui compiuti.
Poi potete passare al pentateuco (i primi cinque libri della Sacra Scrittura), tenendo presente quanto ha scritto la Pontificia Commissione biblica al Card. Suhard, arcivescovo di Parigi, nel 1948: “i primi undici capitoli della Genesi… riferiscono in un linguaggio semplice e figurato, adattato alle intelligenze di un’umanità meno progredita, le verità fondamentali presupposte all’economia della salvezza e in pari tempo la descrizione popolare delle origini del genere umano e del popolo eletto” (16.1.1948).
Poi potete leggere i libri sapienziali e i libri dei profeti.
Potete dedicarvi ad essi in alcuni periodi dell’anno, come ad esempio la quaresima e l’avvento.
Potete procedere sempre con il metodo che vi ho indicato sopra: un capitolo al giorno, in modo tale che con l’andare degli anni possiate dire di aver letto per intero tutta la Sacra Scrittura.

11. Ecco, questi mi sembrano i criteri fondamentali non solo per leggere materialmente la Sacra Scrittura, ma soprattutto per sentire Dio che vi parla qui e ora, che indirizza la vostra vita e che vi mantiene in comunione con Sé e nella sua amicizia.

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