E’ inutile dirlo che non il rosario non porta frutto senza la buona volontà e non solo il rosario ma anche altre preghiere, se recitate distrattamente e senza devozione, amore e attenzione, non portano frutto. Siamo distratti e dissipati da cento cose durante il giorno, e il tempo del Rosario non si salva da questa continua distrazione.

Spesso, poi, ci riduciamo a recitare il Rosario in fretta, all’ultimo momento, magari a letto, stanchi e assonnati… E poi ci lamentiamo che il Rosario non produce frutti e ci appare una preghiera sterile e monotona. Ma è inutile pretendere fiori dagli sterpi e frutti da piante inaridite.

La buona volontà e l’amore, invece, rendevano bene accetti alla Madonna anche i Rosari che S. Alfonso de’ Liguori recitava a dorso di mulo attraverso le campagne, che Santa Francesca Saverio Cabrini recitava sui transatlantici solcando gli oceani, che S. Massimiliano M. Kolbe recitava di sera attraverso i dormitori mentre i suoi frati si mettevano a letto, che Santa Maria Bertilla recitava accanto agli ammalati nell’Ospedale sotto la furia dei bombardamenti, che il B. Orione recitava sui camion per i trasporti e per le fughe durante l’imperversare della guerra, che San Pio da Pietrelcina recitava lungo i corridoi o scendendo lentamente le scale, pressato da ogni lato dai fedeli.

Saranno tanto buoni i nostri Rosari quanta buona volontà e amore ci avremo messo nel recitarli.