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I NOSTRI AMICI ANGELI

L’arcangelo Gabriele quanti lo conoscono veramente

L’arcangelo Gabriele ha un ruolo fondamentale nella storia cristiana. Egli è Colui che ha dato l’annuncio a Maria e non solo… Il suo nome significa forza di Dio. Lo si rappresenta con un giglio profumato in mano, questo perché durante l’apparizione a Maria, l’Arcangelo Gabriele volle ossequiarla. Il giglio rappresenta la purezza immacolata della Vergine Santa.

Ma chi è e cosa fa l’Arcangelo Gabriele?

È il messaggero di Dio per eccellenza e colui che comunica agli uomini le grandi notizie da parte del Signore. Già nell’Antico Testamento parla al profeta Daniele degli avvenimenti importanti che avranno luogo per il popolo di Israele.

C’è un particolare significativo, che è bene annotare sull’arcangelo Gabriele, l’ambasciatore di Dio. Gabriele chiama Maria, PIENA DI GRAZIA, questo è il maggiore elogio che un essere umano abbia mai ricevuto da Dio e a nessuno, al di fuori di lei, è stato rivolto. Piena di grazia, vale a dire, piena di Dio, totalmente colma, senza la minima traccia di peccato. Per questo anche noi le diciamo per lodarla: Santissima, purissima, immacolata.

Maria, nella sua umiltà, non comprende come Dio l’abbia scelta e non può capire come questo progetto potrà realizzarsi, dal momento che ha fatto voto di verginità, ma l’arcangelo Gabriele le chiarisce che il figlio che nascerà sarà concepito per opera dello Spirito Santo.

Gabriele si presenta dinanzi all’umanità come il grande comunicatore, il grande messaggero di Dio. Perciò papa Paolo VI lo nominò patrono delle degli impiegati delle poste.

Mentre Papa Pio XII lo proclamò patrono delle telecomunicazioni.

Poiché san Gabriele è ambasciatore di Dio, è anche patrono degli ambasciatori e dei diplomatici. Attualmente molti lo considerano patrono dei cibernauti e di Internet.

In una parola tutto ciò che faccia riferimento alla comunicazione di notizie attraverso i mezzi conosciuti e quelli che si inventeranno in futuro, è sotto la sua protezione.

Santa Matilde racconta: Un giorno, vidi l’arcangelo Gabriele andare davanti alla Vergine Maria con un cetro d’oro che portava scritto in lettere d’oro le parole: Dio ti salvi, piena di grazia, il Signore è con te.

La beata Rosa Gattorno di Gesù su san Gabriele scrive: Il 24 gennaio 1889 di notte, stanca per aver lavorato molto al tavolo, faccio uno sforzo per raccogliere le idee e trovare il punto di meditazione. Mi dispiacevo, perché non trovavo quell’unione che desideravo nella preghiera. E mi apparve un bellissimo angelo che pregava vicino a me. Una voce interiore mi disse: Prega per te. Egli fa ciò che tu non puoi fare; ti supplisce. L’angelo Gabriele fa le tue veci. Rimasi molto contenta dentro di me come se avessi gustato ciò che nell’unione potevo sperimentare.

Il mistico padre Lamy, ci fa delle bellissime rivelazioni su questo grande arcangelo, raccontandoci alcuni episodi che ha vissuto personalmente, poiché Dio aveva donato la grazia di vedere il suo angelo custode e, come protettore speciale, l’arcangelo Gabriele. Il 18 maggio del 1912 stava facendo le pulizie in chiesa quando gli si presentò san Gabriele e gli disse: Attento, stai per pregare davanti alla Vergine Maria. E gli apparve Maria circondata da una sessantina di angeli perlomeno.

Lo stesso padre ci racconta: Il 15 marzo 1918 vidi che le piastrelle della Chiesa erano molto sporche e mi misi a pulirle, ma sentì parlare il santo arcangelo Gabriele e il mio angelo che mi dicevano “è inutile”. A volte quando vogliono dirmi qualcosa, parlano tra di loro e mi lasciano sentire quello che dicono. Poche ore dopo avvenne l’esplosione nella cappella. Quel giorno, per ispirazione degli angeli, non mi ero fermato a pregare come facevo normalmente… nell’aria si erano diffusi dei gas tossici che fecero peggiorare il mio occhio destro. Ma all’interno della disgrazia avvenne un miracolo eucaristico sorprendente. La pisside con le ostie consacrate restò sul corporale fuori dal tabernacolo, nell’aria, sopra il corporale che pure era sospeso per aria.

Il mio angelo custode ha la testa rotonda ed è bellissimo con i suoi capelli neri e ondulati. L’arcangelo Gabriele ha i capelli corti e ondulati. Egli ha la testa più grande di quella degli altri angeli. Per questo io riconosco un angelo di categoria superiore… durante la guerra, visitavo i feriti alla stazione e vedevo il santo arcangelo e il mio angelo che li benedicevano.

A volte alla stazione dei treni c’erano seicento o settecento feriti. Il santo arcangelo e il mio angelo erano con me. Quando c’era l’arcangelo io vedevo chiaramente le coscienze.

La Santa Vergine aveva detto all’arcangelo Gabriele: Prenditi cura di lui. Un giorno era uscito dalla cappella di Nostra Signora del Bosco, al tramonto. Camminavo piegato in avanti per non ricevere negli occhi gli ultimi raggi di sole. Non vedevo quasi niente, perché sono mezzo cieco. All’improvviso compare un ciclista davanti a me. Mi avrebbe sicuramente investito, ma l’arcangelo Gabriele prese la sua bicicletta per le due ruote e sollevandola la spostò delicatamente da una parte. L’arcangelo aveva sollevato la bicicletta con l’uomo sopra e l’aveva sistemata sull’erba, di fianco alla strada. L’uomo rimase a bocca aperta vedendo me e l’angelo. A me scappava tanto da ridere per lo stupore di quel giovane, ma mi trattenni per non offenderlo.

Il ciclista gridò al secondo: sono due, sono due! Io credo che si riferisse all’arcangelo e a me. L’altro non capiva. La Vergine mi aveva affidato all’arcangelo ed egli mi aveva protetto. Di questo fatto si parlò poi molto nei locali e tra gli abitanti della zona ma io facevo finta di niente.

Inoltre gli angeli mi protessero dalle api nell’estate del 1923. Siccome ci vedo molto male, essi mi difesero. Io entrai nella cappella, dopo aver passeggiato nel bosco che ospita diversi sciami. Avevo raccolto alcuni fiori vicini ad uno sciame senza rendermi conto che nei fiori c’erano le api. Quando entrai nella cappella, mi seguì un gran numero di esse e in quel momento udii queste parole: Non pungetelo, non pungetelo. La nostra Regina non sarebbe contenta. È bene che egli ritorni a casa sul suo asino; se tornasse da solo, dovremmo accompagnarlo in forma umana. Era la voce dell’arcangelo Gabriele che ormai conosco bene. Tutte le api si ritirarono senza farmi male ed io ringraziai i tre arcangeli.

Il conte Paul Biver, grande amico confidente del padre Lamy, ci racconta il seguente episodio:

Il 19 novembre 1924, mercoledì, alle 10 meno cinque di sera, il padre Lamy era molto affaticato. Lo accompagnai con due lampade alla sua stanza. Egli mi augurò buona notte ed io gli diedi una lampada accesa. Alle 10,15 mi coricai e spensi la luce. Dopo due o tre minuti, attraverso le due porte, sento una conversazione animata nella sua stanza. Vi prendono parte tre uomini, con voci differenti, che si distinguono molto bene nel silenzio della notte. Mi siedo sul mio letto. Il padre parla di tanto in tanto con un interlocutore, la cui voce è molto maschile e gradevole. Sento alcune sillabe, ma non capisco quello che dicono. Per discrezione non vado fino alla porta per ascoltare. Il 10 terzo interlocutore ha la voce un po’ meno gradevole ma perfettamente normale. Io percepisco chiaramente la voce dei tre interlocutori, che parlano in francese.

Il giorno dopo di buon mattino mi ritrovo con il padre Lamy. Andando verso la chiesa, gli chiedo: Ieri sera lei parlava con qualcuno. Erano angeli? Egli mi sorrise e mi disse: Può darsi di sì, sono la consolazione della sera. Poi, durante il giorno, mi risponde chiaramente che le voci che avevo sentito erano di san Gabriele e del suo angelo custode.

E ci racconta lo stesso padre Lamy: L’arcangelo viene spesso ad accompagnarmi. Venne il 29 giugno [1925]. Ero da solo: stavo pregando col breviario e mi parlò di cose celesti. Quando viene gli do dei messaggi per la Santissima Vergine. Lui non mi risponde, però mi sorride.

Se voi vedeste il rispetto degli angeli verso Dio e verso la Madonna! Li rispettereste un po’ di più. Con quanto rispetto parla l’arcangelo Gabriele alla Santissima Vergine! La chiama REGINA e si inchina. E lei gli risponde con un tono materno.

Il padre morì il 1° dicembre del 1931 di infarto, dopo aver affidato la sua anima alla Santissima Vergine e a san Gabriele arcangelo, i suoi celesti protettori.

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